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1 marzo – Stagione nuova, vita nuova e…anno nuovo!

Auguri di buon anno a tutti! No, non sono impazzita, né ho un vuoto di memoria. Ma se tra voi c’è qualche veneto mi ha capita. Ebbene sì, perché oggi si festeggia il capodanno veneto.
Ai tempi della Serenissima Repubblica l’anno iniziava infatti il 1° di marzo, mentre gennaio e febbraio erano l’undicesimo e il dodicesimo mese dell’anno.

542bPerché proprio dal primo marzo? Per due motivi; anzitutto contando i mesi dal 1° marzo, settembre era il settimo, ottobre l’ottavo, novembre il nono e dicembre il decimo. Era tutto più sensato!

Marzo è inoltre, come sappiamo bene, il mese in cui termina la stagione fredda. Dunque, far terminare l’anno con il mese di febbraio e far coincidere l’inizio dell’anno nuovo con il mese della primavera aveva anche la valenza simbolica della rinascita. Una rinascita della terra dal freddo gelo dell’inverno, ma anche della vita che, durante i mesi invernali si addormenta, va in letargo.

Ed ecco che allora si festeggia il Batter marzo, o brusar marzo o ciamar marzo che significa infatti “risvegliare” l’anno nuovo, la vita e la terra addormentate.

Ma non finisce qui. Secondo la tradizione veneta il capodanno non si festeggia solo il primo di marzo. Che meraviglia! Mentre per noi San Silvestro si riduce ad essere una sola notte di follie, bollicine, lenticchie e divertimento, di cui spesso si ricorda poco, nella tradizione della Serenissima si fanno gli auguri gli ultimi giorni di febbraio, che sono gli ultimi dell’anno, e si festeggia fino al nono giorno di marzo. Insomma, si fa festa in grande! 542aE anche in modo abbastanza rumoroso.

Il rito più famoso, e chiassoso, è appunto il “battimarzo”, di cui si ha una versione moderna, il “claksa marzo”. Prevede cortei di carri e automobili (che suonano il clacson all’impazzata) seguiti da lunghe file di bambini e adulti, armati di pentole e coperchi che vengono battuti fragorosamente per scacciare l’inverno e il suo effetto soporifero.
Seguono cenoni, banchetti, balli, spettacoli pirotecnici e meravigliosi falò nei campi per arricchire la terra con le ceneri e dare inizio a un anno fertile e vitale.
È una bella tradizione, non trovate? Una di quelle tante meravigliose usanze che colorano di magia e particolarità la nostra bella Italia, ma che purtroppo sono state confinate nell’angolo del dimenticatoio.

 

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Fonti:
http://www.scoutstreviso.org/Soffitta/Giornale/batimar.htm
http://www.inavigatori.it/varie/navigatori/capodanno_130306.htm
http://tradizionipopolari.blogspot.com/2008/02/col-ciamar-marso-inizia-lanno-della.html

Articolo a cura di Chiara Bressa