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20 marzo 1800 - Signore e signori, ecco a voi, la pila!

Oggi siamo così abituati a vederle e ad utilizzarle, che non pensiamo nemmeno alla grandezza dell'invenzione che si nasconde dietro anche alla più piccola delle PILE.

Esatto proprio le comuni batterie, che ormai sono di uso comune tanto quanto la carta igienica. Tutti, almeno una volta su due, ne comperiamo minimo una confezione da quattro che solitamente serve per il telecomando o per la macchina fotografica, per un vecchio lettore CD o lettore Mp3, per una torcia e così via.

567aDa molti anni esistono inoltre le fantastiche pile ricaricabili che consentono di non restare mai senza scorta elettrica, di risparmiare denaro e di ridurre l'inquinamento. Anche se credo esista in ogni casa una ciotolina, un cassetto o un qualsiasi altro contenitore stracolmo di pile di ogni forma da gettare. Già, perchè oltre alle forme classiche della pile come la 9 volt, la torcia, la stilo, la mini stilo e quella a bottone a cui siamo ormai abituati da anni, oggi esistono i più svariati tipi di batterie, come ci dimostrano cellulari, mp4, notebook e molte altre diavolerie tecnologiche. Pensate che anche il pacemaker funziona a batteria! Probabilmente l'inventore della pila non si sarebbe mai immaginato un simile impiego della sua idea, nata per garantire semplicemente un flusso intenso e ininterrotto di elettricità. Chissà cosa direbbe se vedesse dove siamo arrivati partendo dalla sua invenzione...

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Come tutti ben sappiamo fu Alessandro Volta a ideare questa piccola grande fonte di energia elettrica e pare che ne abbia dato la prima vera descrizione proprio il 20 marzo, ma del 1800, in una lettera rivolta al direttore della Royal Society (l'accademia nazionale della scienza) di Londra.
Sembra inoltre che il nome iniziale della sua invenzione fosse "organo elettrico artificiale" e che solo successivamente venne denominata "pila" per la sua particolare struttura. Tale termine è oggi usato per indicare ogni tipo di batteria, indipendentemente da forma e impiego.

Quest'uomo, con un piccolo oggettino, ha cambiato il mondo. A nome di tutti coloro che quotidianamente sfruttano quest'invenzione e anche a nome di coloro che grazie ad essa vivono, mille grazie Signor Volta!

Articolo a cura di Chiara Bressa