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3 marzo 1847 – Tanti Auguri Mr. Bell!

Buon compleanno Alexander Bell!
Il fatto che sia deceduto non è una buona motivazione per non fargli gli auguri di compleanno, non trovate?
In fin dei conti, a questo signore che se oggi fosse vivo avrebbe la bellezza di 164 anni, dobbiamo molto. Anzi moltissimo!
Ma prima di elogiare il suo genio è bene parlare un po’ di lui.

Come già sappiamo è nato il 3 marzo di 164 anni fa in Scozia. Bell ha studiato alla Royal High School di Edimburgo, in cui, pensate, si è diplomato all'età di 13 anni! Incredibile, non trovate?
Oggi a 13 anni si fanno le medie, mentre lui si è diplomato! E non è tutto.

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Era solo sedicenne quando ottenne il posto di insegnante di dizione e musica presso la Weston House Academy in Scozia, per poi passare l'anno seguente all'Università di Edimburgo.
Ed infine, come se non bastasse, si è laureato allo University College di Londra.

Poco più che ventenne divenne professore di Psicologia Vocale e Dizione presso l’Università di Boston e, sempre qui, continuò le sue ricerche sul suono. Il suo obiettivo era quello di creare uno strumento che fosse in grado di trasmettere non solo note, ma parole articolate.
Tutti questi studi erano volti a realizzare la sua più grande speranza; migliorare le condizioni della madre sorda e eliminare la sordità dai popoli.

È a lui che dobbiamo l’esistenza di un mezzo che per noi oggi è vitale: il telefono.
In realtà la paternità di quest’invenzione è stata attribuita ufficialmente l’11 giugno 2001 al nostro italiano Antonio Meucci, in quanto fu rilasciato prima a lui il brevetto per questa meravigliosa invenzione, ma per motivi economici non poté rinnovarlo per un tempo sufficiente da garantirgli la completa protezione della sua idea, che terminò nel 1873. 
E nel 17 marzo del 1876 Bell deposita il brevetto  per proteggere "il metodo e l'apparato per trasmettere la voce od altri suoni telegraficamente ...", ossia il telefono.
Credete finisca qui? Certamente no!

Pensate, pare sia sempre a Bell che dobbiamo l’esistenza delle modernissime fibre ottiche. Infatti i suoi esperimenti nelle comunicazioni portarono all’invenzione della trasmissione fotofonica del suono in un raggio di luce.
E inoltre Bell ebbe idee anche per oggetti che sono diventati realtà concreta solo in seguito. Bell ed i suoi collaboratori pensarono di registrare il campo magnetico su di un disco per immagazzinare e riprodurre suoni. Dopo alcuni rapidi esperimenti abbandonarono l'idea senza capire che avevano gettato le basi per il registratore a nastro magnetico, l'hard disk, il floppy disk e tutti gli altri supporti magnetici attualmente in uso.

Domanda: quanti di voi hanno l'aria condizionata in casa? Credo molti. Beh, Bell vi aveva di gran lunga preceduti! Casa sua aveva un sistema primitivo di aria condizionata: delle ventole inviavano aria su grandi blocchi di ghiaccio.
Pare inoltre che avesse previsto la carenza dei combustibili e l’inquinamento industriale, facendo esperimenti di compostaggio, di estrazione d’acqua dall’umidità dell’aria, ipotizzando che il metano potesse essere ricavato dagli scarti di fattorie e fabbriche e che fosse possibile riscaldare le case con, pensate, i pannelli solari!

Questa ineguagliabile mente si è spenta il 2 agosto 1922, lasciandoci fortunatamente un’enorme eredità.
È a questo genio dalla barba bianca che dobbiamo, di fatto, di tutti i modernissimi sistemi di telecomunicazioni con cui entriamo in contatto quotidianamente e che ci facilitano la vita. Chissà se fosse ancora vivo cosa ci proporrebbe…magari un enorme aspirapolvere in grado di eliminare l’inquinamento e chiudere il buco dell’ozono, o delle automobili che sfruttano la fotosintesi clorofilliana per muoversi. Chissà! Nel dubbio non ci resta che regalargli un enorme applauso, dirgli un sincero grazie e augurargli tanti tanti tanti auguri.

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Graham_Bell#cite_ref-0
http://inventors.about.com/library/inventors/bltelephone2.htm
http://www.correrenelverde.it/cultura/personaggi/bell.htm

Articolo a cura di Chiara Bressa