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7 marzo 1933 – Monopolisti per gioco

Quanti di voi hanno comprato almeno una volta Piazza delle Vittoria? E quanti hanno pescato la carta che li ha spediti in prigione? Avete sicuramente capito cosa intendo, vero? Parlo del Monopoli!
Tutti abbiamo giocato almeno una volta a fare i monopolisti e a spennare i nostri amici. È un gioco da tavolo semplice ma geniale e divertente, ideale per passare in modo piacevole una serata.

551aIl suo successo mondiale è dimostrato dal fatto che è stato pubblicato in più di 40 paesi e in ben 20 lingue diverse. Pare che, su commissione della NASA, siano state create addirittura due edizioni speciali del gioco da utilizzare in assenza di gravità. Ma chi ha avuto l’idea di questo fantastico passatempo che ci accompagna da generazioni?

La leggenda raccontata per anni voleva che il Monopoly fosse stato creato esattamente il 7 marzo 1933 da Charles Darrow, un ingegnere americano ritrovatosi disoccupato durante la grande depressione, che impiegò tutto il suo ingegno e le sue forze per la creazione di un gioco da tavolo che lo fece diventare multimiliardario.
Una bella storia, non trovate? La tipica vicenda di un uomo ritrovatosi al verde e che è riuscito a raggiungere nuovamente la vetta rimboccandosi le maniche. Presenta tutti gli ingredienti necessari per farla apprezzare al pubblico: il fallimento, le difficoltà da superare, la tenacia del protagonista, il duro lavoro e il raggiungimento della meta. Peccato che non sia vera.

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Già perché pare che il Monopoly sia stato inventato molto prima e che la mente creatrice di questo gioco fosse quella di una donna americana: Elizabeth Magie.
L’idea della Magie era quella di creare un gioco anticapitalistico, con lo scopo di far capire alle persone come i proprietari terrieri potessero imporre affitti esorbitanti approfittandosi delle classi sociali più svantaggiate. Il nome che scelse per questo gioco era appunto “The LandLord Game”, ossia “Il gioco del proprietario terriero”.
La Magie, che ottenne il brevetto del gioco, non lo fece pubblicare, ma creò artigianalmente soltanto alcune centinaia di copie che furono regalate o vendute ad amici e parenti. Nonostante ciò il gioco si diffuse lentamente con copie create a mano e modificate dalla gente in base ai propri gusti.
Così ci fu chi ebbe l’idea di dare alle proprietà i nomi delle strade e dei luoghi locali. Furono introdotte le case e gli alberghi e, soprattutto, i territori suddivisi in base al colore, il cui possesso garantiva un profitto superiore. Ecco allora che cominciava a formarsi il concetto di monopolio all’interno di quel gioco che invece era nato per abbatterlo. La gente iniziò a chiamarlo semplicemente Monopoly e ciò spinse la Magie a chiedere un nuovo brevetto per tutelare il suo gioco con le modifiche apportate.

551bCome si è arrivati a sostenere per anni che fosse Darrow l’ideatore del Monopoly? In modo molto semplice. Darrow giocò per la prima volta a Monopoly una sera del 1933 insieme alla moglie e a due amici, Jeff Raiford e Charles Todd. Questi si erano creati una copia a mano del gioco copiandolo da quello che gli era stato mostrato da una certa signora Ruth Hoskins. Il gioco presentato a Darrow aveva già tutte le caratteristiche attuali, comprese le carte degli “Imprevisti” e delle “Probabilità”, sconosciute nella versione originale della Magie.
Darrow rimase così affascinato da quel gioco che ne creò subito una copia per sé, modificandone però il tabellone e rendendolo più schematico e semplice. Per il resto Darrow copiò le regole, le carte e tutti i nomi delle proprietà. Copiò anche un errore di trascrizione commesso dalla signora Hoskins, che scrisse Marvin Gardens invece di Marven Gardens. Quale fu allora il contributo che Darrow diede al gioco oltre al nuovo tabellone? Sicuramente la notorietà. Darrow trasformò il Monopoly da gioco per pochi appassionati a fenomeno globale.

Tuttavia, come sappiamo, non rispettò i diritti d’autore. Dichiarò infatti di aver inventato lui il gioco e lo propose alla famosa Parker Brothers, già allora un gigante del settore.
La prima edizione della Parker apparve nel '35 e fu subito un successo. Successo che però ebbe vita breve perché i guai arrivarono quello stesso anno. Quando Darrow chiese il brevetto per il gioco, si scoprì che la Magie ne possedeva già due e, dunque, venne a galla che il Monopoly non era un’ idea dell’ingegnere. Per evitare che la notizia si diffondesse e che la compagnia avesse guai, venne incaricato l’avvocato Barton di acquistare tutti i diritti dalla Magie. La questione fu messa a tacere e si continuò a far circolare al leggenda del tenace ingegnere. Tuttavia i problemi si acquietarono solo per una quarantina d’anni.
551cInfatti, nel 1973, il professore di economia di San Francisco, Ralph Anspach, decise di opporsi a tutti i giochi che glorificavano il monopolio e il denaro e pubblicò l’Anti-Monopoly, che comportò anche un’infinita guerra legale con la Parker. Poi la svolta. Nell’agosto del 1974, mentre Anspach era ospite di un talk show, una donna telefonò in studio affermando che una sua anziana conoscente raccontava di aver giocato a Monopoly già nei primi anni ’20. Ed ecco che tutto tornò di nuovo in superficie. È proprio vero che le bugie hanno le gambe corte! Anspach raccolse numerose testimonianze e alcuni tabelloni risalenti agli anni ’20, che convinsero la Corte Suprema degli Stati Uniti ad autorizzare, nel 1984, la pubblicazione dell’Anti-Monopoly.

Fonti:
http://www.440.com/twtd/today.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Monopoli_(gioco)
http://www.goblins.net/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=0&sid=834

Articolo a cura di Chiara Bressa