9 marzo 1562 - A Napoli vietati i baci in pubblico
9 marzo 1562 – Innamorati, vi baciate in pubblico? Morirete!
Quando ci fu l’allarme dell’influenza A, tra il 2009 e il 2010, il preside del liceo scientifico Newton di Roma impose agli studenti il divieto di baciarsi per evitare il contagio. Tale provvedimento venne preso in molte altre zone del mondo e, in ogni caso, la trasgressione di quest’insolita interdizione comportava il pagamento di una multa salata e molto discutibile.
Il caso romano ha però dei precedenti nella storia italiana…Torniamo al XVI secolo. Corre l’anno 1592 e siamo nella Napoli del dominio spagnolo. È una ricca e popolosa città del mediterraneo, che sta vivendo una grande crescita culturale, tanto da far concorrenza a Venezia e alla nascente Madrid. Ed è in questo contesto che, il 9 marzo di più di quattro secoli fa, furono vietati i baci in pubblico. Con un'unica differenza rispetto al divieto dei contemporanei: per i trasgressori del 1592 la sanzione era…la pena di morte!
Da non crederci! Tutti, almeno una volta, ci siamo scambiati un bacio in pubblico con la nostra metà , giusto? E quante giovani coppiette si vedono per le strade che sembrano non vivere se non si baciano ogni due minuti?
Per fortuna allora che non ci troviamo nella Napoli del 1592! Sarebbe una strage, non trovate?
Ma provate anche solo a immaginarvi la scena: il sole sta calando sulla bella città partenopea, accompagnato solo dal suono delle onde del mare. Due giovani innamorati si stanno scambiando il loro primo agognato bacio d’amore quando, dal nulla, sbuca una guardia che li addita urlando "Mascalzoni! Sfacciati! Svergognati! Senza pudore! Pagherete con la vita la vostra leggerezza!". E tutti si voltano per vedere il volto dei trasgressori impuri e si alzano urla di vecchie bigotte "Vergogna canaglie!". I due tentano la fuga, ma senza successo; vengono accerchiati da gendarmi e da ipocriti popolani, vogliosi di uno spettacolo sanguinario.
Galeotto fu il tramonto partenopeo che spinse questi due poveretti a farsi sopraffare dalla passione e che ne causò la loro condanna a morte.
Purtroppo non ci sono fonti che spieghino la decisione di tale divieto*, ma la pena per la trasgressione credo fosse in ogni caso esagerata, non trovate?
Chissà cosa accadrebbe se quei gendarmi venissero catapultati ai giorni nostri e finissero magari davanti a un liceo o su una spiaggia. Probabilmente scapperebbero, di fronte a tanto pubblico affetto!
Fonti:
http://www.055news.it/notizia.asp?idn=4702
http://blog.libero.it/Vergognamoci/
http://notizie.virgilio.it/cronaca/bacio_nuova_influenza.html
*se qualcuno trovasse le fonti che danno una spiegazione a questo insolito divieto, o comunque fosse a conoscenza del motivo che spinse chi di dovere ad imporlo, può contattarci e dirci tutto quello che sa. Ogni contributo è ben accetto e provvederemo inoltre a modificare l’articolo.
Articolo a cura di Chiara Bressa

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