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Taguatinga (Brasilia) – Brasile

Daryell Dickson Meneses Xavier è un maestro di Jiu Jitsu che vive in Taguatinga, nella periferia di Brasilia. L’uomo era stato arrestato alla fine del 2013 per aver abusato del figlio della compagna di poco più di 1 anno e 8 mesi, poi morto in seguito alle lesioni gravi riportate.

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Il giorno del fattaccio la ragazza di Meneses l’aveva lasciato da solo con il figlio. Meneses poche ore dopo aveva chiamato la ragazza sostenendo che, mentre aveva il bambino in braccio, era caduto e il piccolo aveva cominciato ad avere delle crisi epilettiche.

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Vista la situazione grave il bambino è stato subito portato in ospedale per un ricovero urgente ma purtroppo è deceduto due giorni dopo. I medici, effettuati i controlli del caso, insospettiti dalla scusa portata avanti dal padre, hanno chiamato la polizia in quanto sul bambino avevano trovato delle lacerazioni interne non compatibili con una semplice caduta bensì a traumi legati ad abusi sessuali.

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Verifiche successive sul corpo del bambino (ormai deceduto) hanno potuto constare effettivamente delle lacerazioni interne all’ano. Immediatamente è scattato l’arresto dell’uomo accusato di abuso di minore, nonostante avesse più volte negato di aver abusato del figlio.

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Arrivato in carcere l’uomo aveva “pensato bene” di raccontare ai suoi compagni di cella e di carcere di essere stato arrestato per dei problemi con il fisco. Tuttavia dopo qualche mese è arrivata in carcere la notizia che in realtà l’uomo si trovava li per aver abusato del figlio della compagna (lui era il patrigno) causando delle lacerazioni tali da portarlo alla morte.

Ecco che allora, diffusasi la notizia, il comportamento dei coinquilini del carcere verso l’uomo, infuriati per cosa aveva fatto, è cambiato totalmente: i detenuti infatti hanno deciso di fargliela pagare con la stessa moneta, infliggendo la stessa pena all’uomo.

L’uomo è stato in un primo momento ripetutamente violentato da un gruppo di cinque detenuti causandogli delle gravi lesioni nella zona anale. Visti i datti l’uomo è stato accompagnato in ospedale dove gli è stata fatta una medicazione e gli sono stati dati dei punti.

Dopo essere stato riportato in carcere tuttavia, in un secondo giro di giochi, i detenuti, che a quanto pare non erano ancora contenti della pena inflitta all’uomo, l’hanno punito ancora: 20 prigionieri l’hanno violentato al punto di arrivare a strappargli i punti con cui era stato suturato. Le macchie di sangue sul retro dei pantaloni sono ben visibile nella foto che vi riportiamo.

Vista la doppia violenza l’uomo, per problemi di sicurezza, è stato trasferito da qualche giorno nel carcere di Wansbeck, dove presumibilmente già gli altri carcerati sono stati messi a conoscenza dell’accaduto. Per questo motivo al momento l’uomo è in cella d’isolamento e ancora non è stato messo a contatto con gli altri detenuti.

Pensate che la punizione inflitta all’uomo sia giusta oppure no ?

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Patrigno stuprato da 20 prigionieri dopo aver abusato del figlio fino alla morte, 5.0 out of 5 based on 1 rating
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