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Tutto il mondo

Non soltanto i vegani inorridirebbero di fronte alle storie dei più famosi cannibali della storia. E no, non parliamo del raffinato, colto ed affascinante Hannibal Lecter (A. Hopkins); non raccontiamo di simpatici indigeni delle tribù africane o dell’America Latina. Riassumeremo in breve le storie dei più terrificanti mostri della cronaca moderna, individui capaci di risvegliare le paure più profonde di ciascuno di noi, levare il sonno ai più smaliziati o scatenare terribili incubi a chi invece riesce a dormirci su. Avevamo già parlato in parte dell’argomento raccontandovi della prima macelleria di carne umana per promuovere la stagione di The Walking Dead.

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La predazione intraspecifica è sempre esistita in natura. Nel mondo animale non è raro imbattersi nella sua manifestazione a causa di scarsità di risorse alimentari, della necessità di eliminare cuccioli non sani o portatori del patrimonio genetico del maschio-alfa appena spodestato. Seppur considerati crudeli nella maggior parte delle culture, atteggiamenti simili esistono anche nella nostra specie: ricordate la storia dei sopravvissuti al disastro aereo nelle Ande? Era il 1972 ed i 16 dispersi, nei due mesi necessari al loro ritrovamento, hanno dovuto nutrirsi dei corpi di chi non sopravvisse; oppure i Warì della foresta amazzonica che fino agli anni ’60 del Novecento, per aiutare i propri defunti a separarsi dal mondo fisico e ad entrare in quello spirituale, ne mangiavano la carne.

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Seppur considerata riprovevole, anche in occidente esiste una sorta di cannibalismo rituale. Gravi squilibri psichici o ritardi mentali, perversioni e disturbi sessuali sono gli ingredienti che accomunano tre fra i più temuti personaggi dediti al macabro banchetto.

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•    Albert Fish, il Vampiro di Brooklyn

Passato alla storia per aver molestato almeno 400 bambini ed averne uccisi all’incirca 100, è stato un pedofilo e cannibale statunitense attivo tra il 1920 ed il 1930. Una delle confessioni che lo portò alla sedie elettrica fu quella su Grace Budd, una bambina di dieci anni che riuscì a farsi affidare dai genitori, grazie ai modi gentili ed all’aspetto rispettabile. La bambina non tornò più a casa e la madre ricevette una lettera dall’assassino:
“Prima la spogliai con difficoltà, continuava a tirarmi calci, mordere e sputare. Ho dovuto soffocarla per ucciderla, poi la tagliai in piccoli pezzi così da portare il cibo nelle mie stanze, cucinare e mangiare.
Che dolce era il suo tenero sedere arrostito. Mi ci sono voluti nove giorni per mangiare interamente il suo corpo. Non l’ho violentata, volevo che morisse vergine.”

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•    Issei Sagawa, il Cannibale di Parigi

Le sue fantasie sessuali sono talmente distorte da sfociare in atti di pura follia: ossessionato dalle donne occidentali, si trasferisce in Francia dove il suo desiderio di cannibalismo diventa una missione di vitale importanza, l’unico scopo della sua esistenza.

Decide così di invitare a casa la collega olandese Renee, con la scusa di aver bisogno della registrazione di alcune poesie in tedesco per un esame. La ragazza legge, Sagawa prende il fucile e le spara in testa mentre il registratore immortala per sempre gli ultimi istanti della vita di lei. Lui porta il corpo in bagno e ne asporta i seni, parte delle gambe, il naso, e si prepara una cena. Disseziona in fretta il resto del cadavere con la paura che possa marcire, lo infila in due valigie che abbandona in strada, non curandosi della folla circostante. Mentre descrive quanta fatica gli fosse costatata smembrare il corpo della ragazza, commenta ridendo “Non è per niente come nei film horror”. E come se non bastasse… “La carne umana? Ha lo stesso sapore di quella di maiale, è solo leggermente più amara ma più sostanziosa… È buona davvero!”

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•    Armin Meiwes, il cannibale di Rotenburg

Tutto comincia con un annuncio caricato sul sito web The Cannibal Caffè:

“Cerco un giovane ragazzo, ben fatto, tra i 18 e i 30 anni, che voglia farsi macellare.
Firmato Padrone e Maestro Macellaio.”

Chi mai avrebbe risposto a un delirio simile? Bernd Juergen Brandes, coprofago e omosessuale dedito alla tortura autoinflitta tipica degli asceti. Dopo una serie infinita di mail dal contenuto “gastronomico” e sessuale, nel marzo 2009 Brandes viaggia da Berlino per raggiungere “il macellaio”.

Dopo il sesso, l’ospite ingerisce un cocktail esplosivo di farmaci: diversi sonniferi, alcol in quantità e antidolorifici. Su desiderio dell’amico, Meinwes lo evira e insieme tentano di mangiarne i genitali.
Una volta sdraiato sul tavolo da cucina, Brandes viene ucciso e macellato come previsto, per poi finire nel congelatore. Meiwes impiegherà dieci mesi a consumare gran parte del corpo dell’altro.

Una curiosità? In Germania il consumo di carna umana non è perseguibile; il cannibale è stato quindi condannato all’ergastolo “solo” per omicidio colposo!

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Antropofagia, il cannibalismo e la voglia di cibarsi di carne umana, 4.0 out of 5 based on 1 rating
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