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Tutto il mondo

Le ultime settimane sono state caratterizzate da un’impennata significativa di condivisioni ed allarmismi sul consumo della carne che per molti provocherebbe il cancro. La notizia è esplosa quando il Daily Mail ha diffuso l’ultimo rapporto dell’agenzia internazionale di ricerca sui tumori, facendo concentrare su di sé le attenzioni mediatiche di mezzo mondo.

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Ma andiamo con ordine, la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha recentemente stilato la classifica aggiornata delle sostanze cancerogene stabilendo che gli insaccati e le carni lavorate in genere, si trovano proprio accanto ad arsenico, tabacco ed amianto, nel famigerato gruppo 1 (quello delle più pericolose per la salute umana). La carne rossa? Quella “fresca” per intenderci, riceve la medaglia d’argento, posizionandosi nel gruppo 2 (sostanze probabilmente cancerogene).

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Non risulta comunque una novità dato che l’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition aveva già da diverso tempo lanciato l’allarme sull’eccessivo consumo di proteine animali ed il relativo aumento di malattie cardiache e cancro. Anche perché, secondo un’indagine dell’OMS, negli ultimi cinquant’anni il consumo di carne è aumentato del 190% solo in Italia e secondo i dati della FAO, ha visto un costante incremento a livello mondiale con picchi in Sudamerica e Africa orientale e settentrionale. L’area che ha visto il maggiore aumento di consumatori di carne a livello globale è l’Asia orientale, dove si è passati dal mangiare 8,7 chili di carne pro capite l’anno negli anni Sessanta a 50 chili nel 2015.

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In generale, la media mondiale prevedere più di 41 chili di carne pro capite l’anno. Un trend che non accenna a diminuire, visto che secondo le proiezioni della FAO nel 2030 la media mondiali salirà a 45 chili, con picchi in Sudamerica (76,6 chili a testa) e Asia orientale (58,5 chili). Asia meridionale (11,7 chili) e Africa subsahariana (13,4 chili), invece, le uniche aree dove il consumo di carne non vedrà una netta impennata.

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Ma riflettendoci bene, quanto questo studio riuscirà ad influenzare le proiezioni di consumo di carne, almeno nei paesi in genere meno sensibili a queste notizie, quelli in via di sviluppo? Assisteremo contestualmente ad una rinvigorita diffusione del veganismo che, almeno oggi, mette a segno un punto importante in supporto al suo credo?

Carne e cancro, cosa dice lo studio?, 5.0 out of 5 based on 1 rating
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